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Sulle assunzioni nella PA lo sguardo al futuro e non al presente
Di fronte al massiccio piano di assunzioni annunciato da Zangrillo, il testo solleva una questione spesso trascurata: assumere nella PA è un investimento che dura 15-20 anni, e pianificarlo guardando solo al presente è un errore strategico. L'analisi del fabbisogno deve partire dalle sfide future digitalizzazione, AI, transizione ecologica, nuove aspettative dei cittadini e puntare su profili con competenze trasversali: capacità di apprendimento continuo, pensiero sistemico, problem solving, oltre alle competenze tecniche. In questo quadro, la quota riservata ai diplomati ITS Academy prevista dal Decreto PA rappresenta un canale concreto per portare competenze pratiche e orientate all'innovazione. La conclusione è netta: solo pianificando oggi le competenze di domani, la PA potrà anticipare i cambiamenti invece di inseguirli.
Siamo alla vigilia di un massiccio numero di assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, come ha annunciato il ministro Zangrillo. Questo scenario rende ancora più urgente ripensare l’analisi del fabbisogno di personale, che non può più essere considerata un mero esercizio burocratico da svolgere nell’immediato. Quando un ente pubblico decide di assumere nuovo personale, sta compiendo un investimento strategico che avrà ripercussioni per i prossimi 15-20 anni. Questa prospettiva temporale estesa richiede un approccio completamente diverso nella pianificazione delle risorse umane. Troppo spesso le amministrazioni pubbliche si limitano a fotografare l’esistente, concentrandosi sui compiti attuali e sulle competenze oggi necessarie. Questo approccio miope genera una serie di criticità che emergono nel medio periodo: personale con competenze obsolete, difficoltà nell’adattamento ai cambiamenti normativi e tecnologici, e una generale rigidità organizzativa che ostacola l’innovazione. Il risultato è una PA che insegue costantemente i cambiamenti invece di anticiparli, con costi elevati in termini di formazione continua, consulenze esterne e inefficienza operativa.
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Fonte: Blog Antonio Naddeo
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