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Dipendenti pubblici under 30: boom del 33% in un anno, ma oltre metà della PA ha più di 50 anni
La PA cresce e si rinnova: nel 2024 i dipendenti pubblici hanno raggiunto quota 3,4 milioni, gli under 30 sono aumentati del 33% in un anno e i laureati rappresentano ormai il 59% del personale. Il PNRR ha accelerato questo processo, con oltre 730mila posizioni bandite dal portale inPA dall'avvio del portale. Il ricambio è reale ma la struttura anagrafica resta squilibrata: il 54% dei dipendenti ha più di 50 anni e l'età media è scesa di appena due mesi. La sfida principale è gestire la coesistenza tra generazioni, trasferendo competenze senza disperdere l'esperienza accumulata. Sul fronte della formazione, il 2024 ha registrato un record di 4,5 milioni di giornate erogate. Resta però una criticità strutturale: in dieci anni la retribuzione reale è scesa di circa 1.500 euro, minando la capacità della PA di attrarre e trattenere talenti qualificati.
La Pubblica Amministrazione italiana accelera il ricambio generazionale e registra una crescita senza precedenti dei dipendenti più giovani. Secondo i dati del Conto Annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato, analizzati da FPA, società del Gruppo Digital360, gli under 30 impiegati nella PA sono aumentati del 33% in un solo anno, passando da circa 157.900 unità a quasi 210.000.
Parallelamente cresce anche il livello di istruzione del personale: i laureati rappresentano ormai il 59% del totale. Nonostante questi segnali di trasformazione, il sistema pubblico continua però a fare i conti con una struttura anagrafica ancora fortemente sbilanciata verso le fasce più mature, rendendo il ricambio generazionale una delle principali sfide organizzative dei prossimi anni.
Più giovani e più assunzioni: la PA continua a crescere
L’analisi di FPA evidenzia come la Pubblica Amministrazione non stia cambiando soltanto dal punto di vista numerico, ma anche sotto il profilo delle competenze e della composizione della forza lavoro. Nel 2024 il numero complessivo dei dipendenti pubblici ha raggiunto quota 3.388.794, con un incremento dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Le stime indicano inoltre che entro la fine del 2026 il personale potrebbe superare i 3,4 milioni di unità, confermando una tendenza positiva già avviata nel biennio 2022-2024, seppure con ritmi leggermente più contenuti.
A sostenere questa crescita sono soprattutto i comparti dell’Istruzione e Ricerca, che nel biennio hanno registrato circa 60 mila addetti in più, e quello della Sanità, cresciuto di ulteriori 32 mila dipendenti. Un’espansione che, secondo FPA, è stata favorita anche dagli effetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR ha infatti contribuito ad accelerare i concorsi pubblici e l’ingresso di nuove professionalità all’interno delle amministrazioni.
L’accelerazione delle assunzioni giovanili rappresenta senza dubbio un segnale positivo, ma non basta ancora a riequilibrare la struttura anagrafica della Pubblica amministrazione. Come emerge anche dalla recente analisi del Presidente dell’ARAN Antonio Naddeo sul Conto Annuale 2024, oltre la metà dei dipendenti pubblici ha infatti più di 50 anni e il ricambio generazionale resta una delle principali sfide per il futuro delle amministrazioni.
Ricambio generazionale: cresce la presenza dei giovani, ma la PA resta anziana
L’aumento degli under 30 rappresenta uno degli elementi più significativi emersi dall’analisi. Tra il 2023 e il 2024 gli ingressi nella Pubblica Amministrazione sono stati circa 214 mila. Mentre le uscite dagli organici hanno riguardato circa 171 mila dipendenti.
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Fonte: Lente Pubblica
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