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GEN PA. Innovare il lavoro pubblico “con” e “per” i giovani. Esperti a confronto sulle nuove prospettive del lavoro
La Pubblica Amministrazione italiana si trova oggi di fronte all'urgente necessità di un ricambio generazionale, considerando che l'età media dei dipendenti sfiora i 50 anni e che solo il 5% ha meno di trent'anni. Dal confronto tra esperti e istituzioni emerso dalla tavola rotonda "GEN PA", si evidenzia come, per attrarre e trattenere la Generazione Z, il settore pubblico debba superare il vecchio mito del "posto fisso", valorizzando invece l'opportunità di generare un reale impatto sociale. Per vincere la concorrenza con il privato, le amministrazioni stanno quindi adottando nuove strategie per diventare una "PA aumentata" che metta al centro le persone e la tecnologia, sfruttando leve fondamentali come lo smart working, una comunicazione social più fresca, la semplificazione dei concorsi tramite inPA e piani di formazione continua.
In un mondo del lavoro in continua trasformazione, le nuove generazioni si trovano a dover affrontare sfide complesse ma anche nuove opportunità. Questo scenario impone una riflessione profonda sulle strategie di attraction, inserimento e retention dei giovani talenti nella Pubblica Amministrazione, nonché sui profili professionali in grado di far fronte al cambiamento che avanza.
La situazione secondo l’ultimo rapporto Aran del 2021, aggiornato a febbraio 2024, mostra come quasi il 40% dei dipendenti pubblici ha un’età compresa tra i 50 ei 59 anni, con un’età media di 49,8 anni, mentre solo il 5% ha meno di 30 anni. Un divario generazionale evidente, che rende urgente non solo l’attuazione di nuovi concorsi, ma anche una revisione strutturale dei processi di selezione, crescita e valorizzazione della generazione Z all’interno della PA. Si tratta di un tema che tiene anche conto della brand image delle amministrazioni, ovvero quanto le PA sono capaci di curare la loro immagine e sfruttarla come leva di attrattività per i giovani.
Questi aspetti sono stati il perno centrale della tavola rotonda dal titolo “GEN PA. Innovare il lavoro pubblico “con” e “per” i giovani”, svoltosi in data 6 febbraio, riservata ai Direttori e Direttrici e Responsabili del Personale, dell’Organizzazione e della Formazione delle Amministrazioni pubbliche italiane, e che rientra nel percorso che dà seguito a quanto avviato a FORUM PA 2024 e che porta a FORUM PA 2025. Questi hanno delineato le sfide, le opportunità e le strategie che le Pubbliche Amministrazioni devono mettere in atto per attrarre i giovani e incentivarli ad entrare nel mondo del lavoro pubblico.
Questo evento, organizzato in collaborazione con SAP e GiGroup, ha fornito un’occasione per delineare alcune prospettive concrete. In particolare, GiGroup ha condiviso alcuni risultati di un’indagine condotta su più di mille giovani per capire come questi ultimi vedono la Pubblica Amministrazione. Emerge come il primo aspetto fondamentale valutato dai giovani è la retribuzione e la stabilità ma è altrettanto interessante riscontrare come la PA conquisti il quarto posto sul “lavoro ideale” da scegliere. Mentre SAP ha presentato l’Employee Journey, ovvero il percorso di un dipendente all’interno di un’organizzazione: dall’attrazione e acquisizione, alla sua crescita e formazione e alla valutazione delle performance. Il tutto ottimizzabile con soluzioni di business AI, che permettono di risparmiare tempo nell’esecuzione dei singoli processi.
Giovani e PA: la sfida dell’occupazione nell’attuale mercato del lavoro
Dai risultati emersi dall’indagine GiGroup si riscontra come la PA venga valutata positivamente dai giovani per la possibilità di avere un lavoro sicuro con una retribuzione fissa in entrata, un ambiente poco stressante e l’opportunità di poter impattare positivamente sulla comunità e il territorio. A penalizzare invece il lavoro nel pubblico impiego, secondo le nuove generazioni, è una scarsa innovazione e dinamismo delle mansioni e delle tecnologie e una valutazione che spesso non segue la logica del merito. La modalità, dunque, con cui si riesce ad attrarre i candidati diventa il principale biglietto da visita per realtà non solo private ma anche pubbliche.
È da considerare, inoltre, come negli ultimi anni il mondo del lavoro italiano abbia subito una serie di trasformazioni significative che hanno coinvolto sia il settore privato sia quello pubblico. Dai dati ISTAT di ottobre 2024 emerge un quadro contraddittorio: sebbene il PIL abbia registrato delle revisioni a ribasso, l’occupazione ha raggiunto livelli record, con oltre 24 milioni di occupati e oltre 3 milioni di giovani lavoratori tra i 15 e i 29 anni. Nel dettaglio, il numero di occupati supera quello di ottobre 2023 dell’1,5% (+363mila unità), aumento che coinvolge uomini, donne, 25-34enni e ultracinquantenni. Il numero di occupati rimane sostanzialmente stabile tra i 35-49enni, mentre diminuisce tra i 15-24enni[1].
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Fonte: Redazione FPA
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