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Giovani, lavoro e pubblica amministrazione: la presentazione del dossier di Nazione Futura alla Camera di Commercio
Al Tempio di Adriano, Nazione Futura ha presentato un dossier bipartisan sul ricambio generazionale nel lavoro italiano, con un focus particolare sulla PA: solo il 6% dei dipendenti pubblici ha meno di trent'anni, e la possibilità di restare in servizio fino a settant'anni rischia di bloccare ulteriormente le prospettive per i giovani, contribuendo alla fuga all'estero. Il problema è sistemico: invecchiamento della PA, manager privati over 70 in crescita, bassa occupazione femminile e divari salariali rispetto all'Europa. Le proposte concrete sul tavolo includono limitare il trattenimento in servizio oltre i 67 anni a ruoli di tutoraggio, istituire un osservatorio permanente sul ricambio generazionale e introdurre disincentivi economici per le amministrazioni che non rinnovano i propri organici.
Il 24 giugno, al Tempio di Adriano sede della Camera di Commercio di Roma, Nazione Futura ha presentato il proprio dossier sul ricambio generazionale nel mercato del lavoro, dando vita a un confronto tra esponenti politici e rappresentanti istituzionali. L’evento ha visto la partecipazione di voci provenienti da tutto lo spettro parlamentare, a conferma della natura volutamente bipartisan dell’iniziativa.
Ad aprire i lavori il segretario generale della Camera di Commercio di Roma, Pietro Abate, che ha delineato con dati precisi la portata del problema. Nella pubblica amministrazione italiana solo il 6% dei dipendenti ha meno di trent’anni e normative recenti hanno introdotto la possibilità di restare in servizio fino ai settant’anni su base volontaria. Il risultato è un blocco quasi totale del ricambio: “la prospettiva di carriera all’interno della pubblica amministrazione per un giovane è praticamente ridotta al minimo”, contribuendo direttamente alla fuga verso l’estero. “Uno dei motivi per cui molti giovani oggi preferiscono andare a lavorare all’estero è anche la mancanza di prospettive professionali adeguate, e in primis da questo punto di vista ci siamo noi come amministrazione”.
Il fenomeno non è isolato al settore pubblico: nell’ultimo decennio i manager d’azienda privata under 40 si sono ridotti sostanzialmente, mentre i manager over settanta sono cresciuti del 23%. “Siamo di fronte a un processo di invecchiamento nel nostro sistema economico e produttivo” che rischia di diventare irreversibile senza interventi strutturali. Le componenti demografiche, il calo delle nascite e l’aumento dell’età pensionistica rendono il quadro ancora più complesso, dimostrando l’urgenza di interventi immediati e efficaci.
Nausica Cangini, membro del direttivo di Nazione Futura e professoressa presso l’Università Marconi, ha spostato l’attenzione su una dimensione spesso trascurata nel dibattito sul ricambio generazionale: quella dell’occupazione femminile. Il tasso di occupazione delle donne in Italia è salito dal 45,6% al 53,9% negli ultimi vent’anni, ma resta tra i più bassi dell’Unione Europea. “Milioni di donne continuano a incontrare ostacoli nell’accesso e nella permanenza nel mondo del lavoro” ha ricordato Cangini, precisando che “non è solamente una questione di equità, è anche una questione di sviluppo economico”.
Ha poi richiamato l’attenzione su un elemento spesso sottovalutato: i giovani che decidono di spostarsi all’estero non cercano solo opportunità di carriera migliori, ma anche “un equilibrio più soddisfacente tra vita familiare e vita lavorativa” un fattore che il sistema italiano stenta ancora a garantire.
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Fonte: Nazione Futura
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