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PA digitale, il 66% dei dipendenti usa l’AI. Ma serve un modello di governance
Due dipendenti pubblici su tre usano già strumenti di AI generativa nel lavoro quotidiano ma nel 59% dei casi questo avviene senza regole, formazione o linee guida, per pura iniziativa individuale. È il dato più significativo della ricerca presentata da FPA a Forum PA 2026. Sul fronte generazionale, la PA sta assumendo e attrae giovani: oltre la metà degli iscritti al portale inPA ha meno di 40 anni. Ma il ricambio non può essere solo anagrafico: i dipendenti chiedono mentoring, flessibilità e percorsi formativi differenziati per trasmettere competenze tra generazioni. Il quadro complessivo restituisce una PA percepita dai cittadini come infrastruttura strategica del Paese, attraversata dall'innovazione ma ancora chiamata a un salto di leadership e capacità organizzativa.
L’AI diventa un pilastro della PA digitale: due dipendenti pubblici su tre usano infatti strumenti di intelligenza artificiale generativa per svolgere il proprio lavoro, soprattutto quando si tratta di gestire compiti di base. Ma in sei casi su 10 l’uso dell’AI è lasciato alla libera iniziativa individuale, senza regole definite, formazione, strumenti sicuri, sperimentazioni e linee guida.
La ricerca presentata a Forum PA
A dirlo è la ricerca “La pubblica amministrazione infrastruttura strategica del Paese” presentata da Fpa, società del Gruppo Digital360, in apertura dell’edizione 2026 di Forum PA, l’evento annuale di confronto tra i soggetti pubblici e privati dell’innovazione su come costruire una “PA che genera futuro”. Quest’anno la kermesse è in programma fino all’11 giugno al Convention Center “La Nuvola” di Roma.
La ricerca nasce da due indagini realizzate da Fpa distinte, ma collegate: il panel PA, un sondaggio su 500 dipendenti pubblici sui cambiamenti organizzativi e tecnologici in atto nella pubblica amministrazione, e l’indagine demoscopica in collaborazione con l’Istituto Piepoli su un campione rappresentativo di cittadini italiani sul ruolo della PA e le politiche pubbliche.
L’AI nella realtà quotidiana…
Più nello specifico, il 66% dei dipendenti pubblici usa strumenti di AI ogni giorno o ogni settimana nelle proprie attività lavorative (mentre il 23% li usa raramente, solo l’11% non li usa mai). Gli usi più frequenti vanno dalla sintesi e analisi di documenti (59%) alla redazione di testi (59%), passando per la ricerca di informazioni in rete (57%) e per la ricerca normativa o procedurale (54%). In minor misura, l’AI rappresenta un supporto sulle lingue (36%) e viene adoperata per analisi dati e reportistica (36%) o per creatività e brainstorming (30%). Solo nel 14% dei casi l’intelligenza artificiale è usata per attività avanzate di automazione d’ufficio.
…e nella percezione dei dipendenti pubblici
In questo scenario, secondo il sondaggio, nella percezione dei dipendenti pubblici, l’innovazione non è affatto ferma, ma spesso è affidata all’iniziativa dei singoli. Per il 41% dei lavoratori la propria organizzazione ha fornito azioni di orientamento, promozione e supporto all’uso dell’AI, ma per ben il 59% le ha lasciate alla libera iniziativa individuale, senza regole definite, formazione, strumenti sicuri, sperimentazioni e linee guida.
Il ricambio generazionale c’è, ma non basta
E così la prima grande sfida da affrontare nella PA è gestire il ricambio intergenerazionale, che secondo gli stessi dipendenti pubblici non può essere semplice sostituzione anagrafica.
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Fonte: Corriere Comunicazioni
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