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La P.A. a caccia di nuovi talenti
Il concorso INPS per 1.695 funzionari a tempo indeterminato offre uno spaccato interessante sulla PA che cambia. La novità principale è l'allargamento delle lauree ammesse: accanto ai tradizionali profili economici, giuridici e statistici entrano discipline umanistiche, psicologiche, pedagogiche e della comunicazione, segnale che la PA cerca sempre più competenze trasversali. Cambia anche la prova scritta, che per la prima volta valuta non solo conoscenze tecniche ma capacità decisionale e soluzione di problemi reali. A cambiare è anche chi si candida. Secondo i dati di TeachCorner, il 45% dei candidati ai grandi enti centrali possiede una laurea magistrale anche quando non sarebbe richiesta, molti provengono dal privato o da percorsi professionali avviati, e circa il 70% è donna. La distribuzione geografica è equilibrata tra Nord, Centro e Sud, confermando la PA come riequilibratore territoriale delle opportunità. Il quadro complessivo racconta una generazione qualificata che sceglie il pubblico non più solo per stabilità, ma come prima scelta di carriera.
Il caso dell'ultimo bando deWInpsperVassunzioneatempo indeterminato di 1.695profili La p.a. a caccia di nuovi talenti Si amplia il perimetro delle lauree (e delle skill) richieste Il posto fisso ritrova il suo appeal. E la pubblica amministrazione allarga i propri orizzonti per reclutare i migliori talenti. Come prova il bando dell'Inps che mette a concordi 1.695 posti a tempo indeterminato nell'area dei funzionari, famiglia professionale funzionario progettazione, erogazione e controllo dei servizi. E' infatti richiesta una laurea magistrale, una laurea specialistica o un diploma di laurea del vecchio ordinamento e si apre a un perimetro inedito di discipline, che include profili umanistici, psicologici, della comunicazione, pedagogici, linguistici e di scienze della formazione, accanto alle classi tradizionalmente ammesse di area economica, giuridica, statistica e sociologica. «Questo concorso», commenta Simone Bresciani, Ceo e co-fondatore di TeachComer, scale up di Education Technology, «segna una svolta nella selezione del personale pubblico. La richiesta della laurea magistrale o del titolo del vecchio ordinamento dice una cosa precisa. L'Inps cerca profili maturi e preparati. Per i giovani laureati la pubblica amministrazione si presenta oggi come prima scelta di carriera. C'è poi una seconda novità di sostanza. Il bando allarga il perimetro delle lauree ammesse. Entrano profili umanistici, psicologici, pedagogici e della comunicazione, accanto alle lauree tradizionali di area economica, giuridica e statistica. Una platea molto più ampia rispetto ai concorsi Inps recenti. E la conferma che la pubblica amministrazione cerca competenze trasversali, prima della specializzazione tecnica».
ITALIA OGGI, "la P.A. a caccia di nuovi talenti"– articolo pubblicato su stampa cartacea.
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