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La Pa cambia volto grazie al Pnrr: largo a giovani e laureati
Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione italiana è diventata più giovane e qualificata grazie al PNRR, che ha favorito nuove assunzioni tramite concorsi pubblici. Tra il 2023 e il 2024 i dipendenti under 30 sono aumentati del 33%, anche se rappresentano ancora solo il 6% del totale. Complessivamente, il numero dei dipendenti pubblici è cresciuto, soprattutto nei settori dell'istruzione, della ricerca e della sanità. Nonostante il ricambio generazionale, oltre la metà del personale ha più di 50 anni. Cresce anche il livello di istruzione, con i laureati che costituiscono il 59% dei dipendenti, e aumentano gli investimenti nella formazione. Rimane però il problema della perdita del potere d'acquisto degli stipendi, rendendo necessario migliorare anche le retribuzioni per attrarre e trattenere personale qualificato.
Più giovani e più qualificati: i nuovi dipendenti pubblici sono lontani dallo stereotipo dell’impiegato di mezza età, che timbra il cartellino ma è poco dedito al lavoro. Merito anche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti e riforme finanziato con le risorse europee del Next Generation EU che negli ultimi anni ha agito come “acceleratore” del naturale ricambio generazionale. Per attuare i progetti previsti dal Pnrr, infatti, molte amministrazioni hanno bandito nuovi concorsi pubblici, aprendo l’accesso a tanti neo-laureati. Tra il 2023 e il 2024 i gli addetti under 30 sono passati da meno di 158 mila a quasi 210mila, con un incremento del 33%. C’è da dire che, a conti fatti, sono ancora delle mosche bianche in quanto rappresentano poco più del 6% del totale.
È questo uno dei dati più interessanti dell’analisi di Fpa, società del Gruppo Digital360, che ha elaborato i dati del Conto annuale 2024 della Ragioneria generale dello Stato.
Il numero totale di dipendenti pubblici è aumentato in un anno dell’1,8% e le previsioni per l’anno in corso sono di superare i 3,4 milioni di addetti entro fine anno. Si conferma il trend di crescita iniziato subito dopo il Covid, anche se con tassi leggermente attenuati. A guidare questa fase espansiva sono soprattutto i comparti dell’Istruzione e della Ricerca (60mila addetti in più nel biennio) e quello della sanità (+32mila). Aumentano come si diceva gli under 30 e prosegue, più in generale, il percorso di ricambio: tra il 2023 e il 2024 i nuovi ingressi sono stati circa 214mila, mentre i dipendenti usciti dagli organici sono stati 117mila, con un tasso di ricambio pari all’1,25.
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Fonte: Avvenire
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