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Nel pubblico più giovani ma precari
I dati INPS sulla pubblica amministrazione nella Bergamasca tra il 2014 e il 2024, evidenziando una crescita complessiva del 12,4% dei dipendenti e un forte aumento dei lavoratori under 35, più che raddoppiati. Il settore che cresce di più è la scuola (che rappresenta circa metà del pubblico impiego), seguita da sanità, forze dell’ordine e università/ricerca, anche grazie alle assunzioni legate al Covid e al PNRR. In controtendenza, invece, gli enti locali registrano un leggero calo, anche per difficoltà a coprire i concorsi. Nonostante l’aumento dei giovani, restano problemi strutturali: stipendi poco competitivi rispetto al costo della vita, soprattutto al Nord, difficoltà di attrattività e crescita del precariato (i contratti a tempo determinato aumentano del 48%). I sindacati sottolineano anche il divario tra aumenti salariali e inflazione, parlando di rischio di impoverimento.
Nel pubblico più giovani ma precari I dati Inps. In 10 anni i dipendenti sono cresciuti del 12,4%, più che raddoppiati gli under 35. Resta il nodo contratti Bene il comparto scuola, sanità e forze dell'ordine, faticano gli enti locali (-1,6%). I sindacati: "Stipendi non adeguati" luca bonzanni Le criticità ci sono: l'attrattività, gli stipendi non sempre competitivi, una certa rigidità che fatica a tenere il passo con i tempi. Però, il pubblico impiego cresce e crescono soprattutto i giovani che ne fanno parte. In un decennio, dal 2014 al 2024, il numero totale dei dipendenti pubblici in Bergamasca è aumentato del 12,4%, ma soprattutto sono più che raddoppiati (+110,3%) quelli under 35. È stato un periodo di profonde trasformazioni, attraversato dalla pandemia e dal rilancio attraverso il Pnrr, e il risultato è quello condensato negli ultimi dati dell'Inps. Lo scorso anno in tutta la provincia di Bergamo la pubblica amministrazione (Pa) risultava composto da 46.291 unità, 5.100 in più rispetto al 2014. A espandersi, in questo arco temporale, è stato soprattutto il comparto della scuola (da 19.790 a 23.564 occupati, +19,1%), che rappresenta sostanzialmente la metà della Pa. Ma hanno fatto un balzo importante, in proporzione, anche le forze dell'ordine, le forze armate e i vigili del fuoco (comprendendo tutte le professionalità, +39,4% passando da 2.222 a 3.098 lavoratori) e pure il servizio sanitario (da 9.595 a 10.542 occupati, +9,9%) e l'ambito dell'università e della ricerca (da 570 a 884, +55,1%). In controtendenza, sostanzialmente, ci sono solo gli enti locali: è una fatica nota, quella testimoniata dai tanti concorsi che vanno deserti soprattutto per le figure di più alto profilo, e dunque non è un caso che nel decennio questo ramo della Pa abbia visto ridursi dell'1,6% i propri organici (da 6.448 a 6.345 addetti).
L’Eco di Bergamo, "Nel pubblico più giovani ma precari” di Luca Bonzanni – articolo pubblicato su stampa cartacea.
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