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- PA e capitale umano: Zangrillo spiega la riforma
Questione di capitale (umano). La Pa che serve all’Italia spiegata da Zangrillo
Il futuro dell'Italia e la riuscita del Pnrr dipendono da una Pubblica Amministrazione moderna, dove il capitale umano e la formazione continua camminano di pari passo con l'innovazione tecnologica. Al convegno “Capitale umano, valore pubblico”, il ministro Paolo Zangrillo e vari esperti hanno sottolineato che la vera sfida non è più controllare la presenza, ma trasformare i dirigenti in veri leader capaci di valorizzare le persone e gestire il ritorno di appeal del settore pubblico, che tra il 2023 e il 2025 ha registrato l'ingresso di ben 600mila nuovi assunti (di cui la metà under 40). Per vincere questa scommessa, le istituzioni e le grandi aziende partecipate stanno accelerando sulla digitalizzazione organica, sulla sicurezza dei dati e su massicci piani di aggiornamento delle competenze, ricordando che nessuna tecnologia, inclusa l'intelligenza artificiale, può funzionare senza un personale ben formato e motivato.
Investimenti e buone intenzioni non bastano se non c’è una Pubblica amministrazione all’altezza della situazione. E, ancora più a monte, una classe dirigente che possa dirigere l’orchestra. Partendo però da un punto fermo: il capitale umano e il suo valore. L’Italia, Paese dalle regole spesso contorte e dalla burocrazia vischiosa, non può pensare di crescere senza amministrazioni aggiornate e ben equipaggiate, a cominciare dalle competenze. Per tale motivo, ora che il Pnrr è alle sue battute finali e non si può sbagliare un colpo, concetti come innovazione e formazione non possono esimersi dall’andare di pari passo. Di questo, ma non solo, si è parlato nel corso del convegno “Capitale umano, valore pubblico”, organizzato e promosso da Digit’Ed e Formiche presso la sala Igea dell’Enciclopedia italiana.
A confrontarsi, moderati dalla direttrice di Formiche, Flavia Giacobbe e dopo i saluti introduttivi della vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, Pompeo Savarino, presidente dell’Associazione delle classi dirigenti della Pa, Cristiano Cannarsa, amministratore delegato di Sogei, Fabrizio Curcio, commissario per i territori di Emilia-Romagna, Toscana e Marche colpiti dalle alluvioni, Renato Loiero, consigliere per le politiche di bilancio di Palazzo Chigi, Marco Pietrucci, capo AI e venture strategy solutions di Ferrovie, Sergio Strozzi, responsabile innovazione, tecnologia e startups della Farnesina, Mario Vitale, vicepresidente di Digit’Ed e il ministro della Pa, Paolo Zangrillo, promotore della riforma ora all’esame del Senato che mira a valorizzare il merito di funzionari e dirigenti nelle amministrazioni dello Stato.
Il capitale umano
Ed è stato proprio Zangrillo a dare una prima cifra del confronto andato in scena all’Enciclopedia. “Sento sulle mie spalle una grande responsabilità, la Pa è una enorme macchina da far funzionare al meglio. Viviamo in tempi difficili, dove si intrecciano cambiamenti veloci e profondi al tempo stesso. E poi ci sono le emergenze geopolitiche”, ha premesso il ministro. “Oggi quello che appare più necessario è ritrovare la fiducia perduta. E se vogliamo tornare a infondere fiducia, dobbiamo partire proprio dal capitale umano. Se vogliamo occuparci del capitale umano dobbiamo convincerci che parliamo di 3,4 milioni di individui, la versa sfida è considerare ogni individuo come un potenziale contributo al miglioramento della macchina amministrativa, per questo valorizzare i talenti è oggi un imperativo”.
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Fonte: Formiche
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