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Ricambio Generazionale nella Pubblica Amministrazione: Sfide e Soluzioni
Entro il 2034 il 32% dei dipendenti pubblici andrà in pensione, portando con sé competenze tacite e memoria organizzativa difficilmente sostituibili. Il 42% delle competenze critiche della PA è concentrato in chi lascerà presto il servizio, ma solo il 18% è oggetto di trasferimento strutturato. Le risposte attuali non bastano: i concorsi faticano ad attrarre talenti e il divario retributivo del 20-30% rispetto al privato penalizza proprio i profili più necessari. La proposta è un cambio di paradigma: trattare la spesa per il personale pubblico come investimento in capitale umano, colmare il gap salariale sui profili critici, selezionare anche per attitudini e soft skill, e costruire programmi seri di trasferimento della conoscenza. Il ricambio generazionale è forse l'ultima occasione per rinnovare davvero la PA.
Articolo pubblicato sul “Sole 24 ore”, scritto con il prof. Gustavo Piga
La pubblica amministrazione italiana sta affrontando una transizione demografica senza precedenti: dei 3.738.171 dipendenti pubblici attualmente in servizio, circa 1,2 milioni lasceranno il servizio entro il 2034, configurando un turnover del 32% concentrato in un arco temporale estremamente ristretto. E’ una sfida che merita da subito la più alta forma di attenzione programmatica da parte del Governo.
Questa transizione non rappresenta infatti solo una sfida quantitativa di rimpiazzo del personale, ma solleva questioni fondamentali sulla preservazione del capitale cognitivo accumulato, sulla trasmissione della conoscenza tacita e procedurale, e sulla capacità del sistema di mantenere gli standard di efficienza ed efficacia durante una fase di ricambio generazionale così intensa.
Quando un dipendente con 30-35 anni di esperienza lascia il servizio, non porta via solo se stesso: porta via reti di relazioni, procedure non codificate, memoria storica delle decisioni, capacità di leggere contesti complessi. Uno studio dell’INAPP stima che il 42% delle competenze critiche nella PA italiana sia detenuto da personale che andrà in pensione entro i prossimi 5-7 anni. Ancora più preoccupante: solo il 18% di queste competenze è oggetto di trasferimento strutturato attraverso programmi di knowledge management o mentoring.
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Fonte: Blog Antonio Naddeo
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