La riforma della PA passa dal merito e dai suoi nemici

mercoledì 29 aprile 2026

La modernizzazione della Pubblica Amministrazione passa da una vera e propria rivoluzione culturale che mette al centro il benessere delle persone e il superamento dei vecchi schemi burocratici. In un'intervista a Prima Comunicazione, il ministro Paolo Zangrillo ha evidenziato l'impatto della digitalizzazione, che grazie al portale inPA ha ridotto i tempi dei concorsi da due anni a soli cinque mesi, favorendo l'inserimento di 614mila nuove risorse. Di pari passo, la formazione è diventata centrale attraverso la piattaforma Syllabus, portando la media a circa 40 ore annue per dipendente. La sfida più ambiziosa e discussa resta però il disegno di legge sul merito, attualmente all'esame del Senato: la riforma punta a trasformare i dirigenti in veri leader dotati di forti soft skills, capaci di valutare e promuovere i propri collaboratori. Un cambiamento radicale che punta a rendere il lavoro pubblico un "best place to work", nonostante le forti resistenze dei sindacati che temono una competizione interna poco trasparente.

Il piano del ministro Zangrillo ridisegna accesso, formazione e carriere. Ma l'introduzione della valutazione del merito divide: i sindacati attaccano, gli osservatori avvertono, e il governo deve ancora esporsi di Alessandra Ravetta. Il rinnovo del contratto della scuola, chiuso ad aprile con un aumento medio di 137 euro, è molto più di un accordo sindacale: è il primo banco di prova della strategia del governo sulla pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo lo usa come verifica di metodo - "tre contratti in tre anni" - e come punto di partenza per un obiettivo più ambizioso: cambiare il modo in cui si entra, si cresce e si lavora nella Pa. Il punto di partenza è proprio il modo in cui viene considerato il lavoro dei dipendenti pubblici, la loro disponibilità e competenza. E, fatto fondamentale, come si rapportano nei confronti dei cittadini. E, di riflesso, la percezione che l'opinione pubblica dovrebbe avere della pubblica amministrazione. Prima - Cosa intende per complessità? All'esterno, la pub- Paolo Zangrillo ha una lunga storia manageriale nel campo blica amministrazione viene spesso percepita come un sistema complesso e poco trasparente. È una lettura corretta? del personale e delle relazioni industriali in Italia e in Europa, Paolo Zangrillo - È un'organizzazione multiforme, diversa iniziata in Magneti Marelli, poi, dopo 17 anni, continuata alla Fiat Powertrain Technologies spa, dove ha ricoperto il molo di da territorio a territorio. Fare pubblica amministrazione in senior vice president human resources per cinque anni. In se- Calabria è diverso che farlo in Lombardia. In Italia i dipenguito, con la stessa carica è in Iveco, prima di approdare come denti pubblici sono circa 3,2 milioni, pari a poco più del 5% direttore personale e organizzazione ad Acea. La svolta politica della popolazione. Una quota inferiore rispetto ad altri grandi avviene nel 2018 quando Silvio Berlusconi, con cui i rapporti Paesi europei. Il problema, dunque, non è quantitativo: la sono quasi familiari (il fratello di Paolo, il notissimo professore questione è di distribuzione, competenze e organizzazione, Alberto Zangrillo, era il medico personale del leader di Forza non di eccesso di personale. Italia), lo incarica nel ruolo di commissario regionale di Forza Prima - Una situazione molto diversa dai luoghi comuni Italia in Piemonte e in Valle d'Aosta, Regioni in cui sostituisce che circolano e che vogliono i dipendenti pubblici molto nu- Gilberto Pichetto Fratin. Alle elezioni politiche del 25 settemmerosi e poco efficienti. bre 2022 viene eletto al Senato, dove avrebbe dovuto essere P. Zangrillo - Uno degli impegni che mi sono dato è procapogruppo per Forza Italia. Ma Berlusconi si mette d'accordo prio quello di far capire che le cose stanno diversamente. La con Giorgia Meloni, candidata a premier, per proporre Zanpubblica amministrazione italiana non è un apparato ineffigrillo al ministero della Pubblica amministrazione. ciente da riformare, ma una grande organizzazione da ripensare e, soprattutto, da raccontare in modo diverso. Ho deciso Non ero preparato a questo incarico. L'ho saputo due ore di rovesciare la prospettiva più diffusa e aprire un tema che prima dell'annuncio ufficiale. La prima cosa che ho fatto è staè insieme politico e comunicativo: la reputazione della Pa. ta studiare: per tre o quattro mesi ho cercato di capire la com- Stiamo parlando della più grande organizzazione del Paese: plessità della pubblica amministrazione. Una complessità che 3,2 milioni di persone. Non possiamo ridurre tutto a una narnon è solo dimensionale, ma strutturale". Inizia così l'intervirazione negativa, è ingiusto e anche pericoloso. sta che abbiamo fatto al ministro Zangrillo, passato a Milano Prima - Dopo aver studiato la situazione, da dove ha deciso di iniziare a intervenire? per un incontro con dei giovani studenti, parte del programma per sensibilizzare e far conoscere ai ragazzi il mondo della Pa. P. Zangrillo - Ho capito subito che nella Pa la gestione del- 68 PRIMA/APRILE 2026 le risorse è stata storicamenpromuovere il nuovo sistema di selezione nell'impiego pubte troppo orientata a norme e procedure. Ma un'organizzablico. Il progetto velocizza e zione di 3,2 milioni di persone semplifica, anche attraverso la non può funzionare solo con digitalizzazione, i processi orregole. Serve attenzione alla ganizzativi delle procedure di persona: parliamo di indiviassunzione del personale, con dui diversi, con storie e combuoni risultati per quanto ripetenze diverse. Prima ancora guarda i costi economici e i riche tecnico, il lavoro da fare è sultati pratici. Prima - Cosa ha trovato sul culturale: riportare il focus del fronte della formazione nelmanagement sulle persone. Il ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara Prima - E il ruolo dei diri- (a sinistra), con il ministro della Pubblica amministrazione, la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, durante il question time alla Camera dei deputati genti è centrale? e perché l'ha considerata una (foto Ansa/Riccardo Antimiani). P. Zangrillo - Assolutamenpriorità? te. Parliamo di alcune decine P. Zangrillo - Alla fine del 2022 la media era di circa sei ore di formazione all'anno per di migliaia di dirigenti: cambiare mentalità a questo livello non è semplice, ma è decisivo. Accanto a questo ho lavorato dipendente. Un livello che riportava indietro di decenni, a su tre leve fondamentali: reclutamento, formazione e merito. quando la formazione era considerata marginale. Oggi, in- Prima - Tre ambiti complessi. vece, in un contesto segnato dall'innovazione tecnologica e P. Zangrillo - Molto complessi.

Prima Comunicazione, "La riforma della PA passa dal merito e dai suoi nemici", di Alessandra Ravetta – articolo pubblicato su stampa cartacea.

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